Trentaquattro musei all'aperto. Cimiteri degli antichi comuni di Genova

Trentaquattro musei all'aperto. Cimiteri degli antichi comuni di Genova

di Corinna Praga

Il cimitero è la parte più segreta della città, il luogo dove il ricordo dei singoli uomini si conserva insieme alla memoria dei tempi e della Storia. Per questo motivo i cittadini dei venticinque antichi comuni, che da poco più di ottant'anni sono stati inglobati nel policentrico Comune di Genova, stentano a ritrovare il loro passato nel monumentale cimitero di Staglieno, se pur universalmente famoso e oggetto di studi e pubblicazioni. Esistono invece, nella città attuale, altri trentaquattro cimiteri, più antichi o coevi di Staglieno ma non meno importanti, perché amati e curati da quanti vivono ancora loro intorno. Questa facile guida vi invita a visitarli uno per uno, raccontandovi la loro storia e quella dei loro antichi borghi.

Nel panorama meteorologico mondiale la città di Firenze fu una delle prime ad emergere storicamente, grazie alla stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli che tra il 1654 e il 1670 effettuava osservazioni meteorologiche e registrazioni di dati termometrici per la rete meteorologica granducale, istituita da Ferdinando II de' Medici. Nel panorama meteorologico mondiale la città di Firenze fu una delle prime ad emergere storicamente, grazie alla stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli che tra il 1654 e il 1670 effettuava osservazioni meteorologiche e registrazioni di dati termometrici per la rete meteorologica granducale, istituita da Ferdinando II de' Medici. Nel panorama meteorologico mondiale la città di Firenze fu una delle prime ad emergere storicamente, grazie alla stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli che tra il 1654 e il 1670 effettuava osservazioni meteorologiche e registrazioni di dati termometrici per la rete meteorologica granducale, istituita da Ferdinando II de' Medici. Nel panorama meteorologico mondiale la città di Firenze fu una delle prime ad emergere storicamente, grazie alla stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli che tra il 1654 e il 1670 effettuava osservazioni meteorologiche e registrazioni di dati termometrici per la rete meteorologica granducale, istituita da Ferdinando II de' Medici.