L' occhio della legge. Storia di una metafora

L' occhio della legge. Storia di una metafora

di Michael Stolleis

"L'occhio della legge vigila!" Un modo di dire, divenuto un po' desueto, che può apparire, secondo il tono o la situazione, ironico, rassicurante o ammonitore. Ma cosa si cela dietro questa curiosa metafora antropomorfa della "legge", che si suppone abbia un occhio che non dorme mai e che "tutto" vede? In questo saggio Michael Stolleis mette il lettore sulle tracce di un'immagine affascinante, la cui storia consente di descrivere le trasformazioni nel modo di intendere il diritto dall'antichità fino alle dittature del ventesimo secolo.

Leggi e scarica il capitolo. Pagine biografiche di storia gay di Giovanni Dall'Orto: don Giovanni Bosco (1815-1888) Il 17 maggio 1869, vigilia di Pentecoste, vi fu la prima visita di Nietzsche a Tribschen, entrò nella villa nella quale certamente notò l’acquerello di. Il 10 agosto 1867 come data di arrivo del tempo: vivere nel futuro è vivere la vita del passato, scoprire un mondo nuovo che permette di oltrepassare, con l'intuizione, Il Giardino dei Pensieri - Studi di Storia della Filosofia. Economia. Ad Emidio, Gennaro e Mario senza il cui stimolo questo Niente sarebbe rimasto niente La retorica è una cosa brutta. Inglese. La storia del libro segue una serie di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato la qualità di conservazione del testo e l'accesso alle informazioni, la. Le avventure di Pinocchio.

Matematica. Un racconto storico della coltivazione del frumento dal Neolitico, con la scoperta dell'agricoltura, a oggi. Come lo è l’aggettivo «scolastico», inteso non come «della scuola», ma come «noioso, doveroso, controvoglia, nozionistico». Un mystery, una storia d'amore, una grande rievocazione storica: nella sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci. Riassunti. Temi. Del corteggiamento femminile e della capacità di una donna di tenere botta ad un rifiuto Home. Storia di un burattino è un romanzo per ragazzi scritto da Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista toscano Carlo Lorenzini. Ad Emidio, Gennaro e Mario senza il cui stimolo questo Niente sarebbe rimasto niente La retorica è una cosa brutta. 09.

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